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I racconti del Filo Rosso

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26 Re: I racconti del Filo Rosso il Mar Mar 05, 2013 10:03 am

artemisiabalco

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Una distesa immensa, pareva un mare ondeggiante, riempiva lo sguardo.
Gli alberi erano avvolti da mille candide trine; si muovevano al vento come lievi ali di farfalla e una luce accecante filtrava tra i rami scheletrici: dietro il cielo terso, blu come gli abissi profondi.
La nevicata della notte prima aveva trasformato il paesaggio. Ora sembrava veramente fatato. I colori erano solo il bianco e il blu e il sole faceva brillare tutto.
Quel paesaggio aveva un aria magica. Era molto che non nevicava, quindi uscii per esplorare.
Quando poggiai un piede sul suolo sprofondai, creai una sorta di alfabeto morse con le mie impronte. Arrivai davanti all'albero più alto di tutti lo guardai e mi arrampicai fino al quinto ramo.
Poi ebbi paura perché ero troppo in alto allora saltai come una scimmia sul quarto ramo, poi al terzo e così via fin quando non arrivai all'ultimo. Scesi e cercai un riparo.
Sotto l'albero si stava proprio bene, ma all'improvviso mi accorsi che davanti a me c'era qualcosa che si muoveva tra la neve alta. Si sentiva anche canticchiare. Non vedevo bene, perchè ero ancora sotto i rami dell'albero e allora decisi di uscire e scoprire cosa fosse. Trovai alcune orme.

Mi immaginavo un mostro delle nevi ma era solo un simpatico folletto che mi chiese chi ero.

Io gli risposi dicendogli che ero un bambino molto intelligente e che non gli avrei fatto del male,lui si rallegrò presentandosi,"Sono un folletto di razza Branducabuck,molto socievole e molto simpatico anche se qualche volta,con quelli che mi fanno del male posso essere molto cattivo."

Dopo la conversazione iniziammo a giocare insieme ad acchiapparella quando sentimmo un botto...un altro...un altro,ci scattò una paura cane,scappammo quando ad un certo punto scoprimmo cos'erano quei botti,erano i passi di uno Yeti,scappammo più velocemente fino al punto in cui ci trovammo faccia a faccia con una Ferrari da corsa.

Salimmo sull'auto e scappammo fino ad arrivare ad una minuscola grotta dove lui non poteva entrare e noi uscire finchè non trovammo un passaggio segreto che portava all'altra metà del mondo dove era caldissimo,visto che eravamo in una spiaggia prendemmo due sdraio e ci rilassammo molto.
Lo yeti trovò un passaggio per entrare e una volta dentro vide il nostro passaggio segreto.
Non appena ci vide prendere il sole si mise a correre verso di noi,lo vedemmo e ci mettemmo a correre anche noi(lo yeti avrebbe dovuto prendere il sole,era bianco come un lenzuolo).Wink
Entrammo in un bar e ci nacondemmo,io e il mio amico folletto avevamo tanta paura.Lo Yeti ci vide entrare ed entrò anche lui,ma appena il commesso del bar lo vide.... cercò di cacciarlo ma lo Yeti lo picchiò, così tanto da fargli abbandonare il bar e lasciarci da soli in sua compagnia.
Lo Yety iniziò a tirare tavoli e sedie; fino a quando ci trovò e senza perdere tempo noi scappammo fuori dal bar e ci dirigemmo verso il noleggio delle barche dove prendemmo un motoscafo e navigammo verso il largo senza pensare a ciò che ci sarebbe successo.
Il che fu un errore perchè poco dopo la partenza scoppiò una tempesta che trasformò quel lago di montagna calmo e azzurro in un lago minaccioso e pericoloso. Il cielo era diventato grigio, soffiava il vento, le onde erano alte e la piccola barca andava al largo. Non si riusciva più a remare e l'acqua ci bagnava, sentivamo freddo. Ci sentimmo perduti ma..."wow!!!"

"Menomale era solo un sogno...mi ero addormentato sotto l'albero...".

"Herry!!"...urlò la madre..."si mamma arrivo"...ecco, ero ormai entrato in casa, mia madre aveva preparato la cioccolata calda.

Il mio sogno fu strano: passai da mare a lago...e poi corro e trovo davanti a me una ferrari...uno Yeti che mi insegue...si...piuttosto strano.

A quel punto, però, mi accorsi che ero pieno di peli dentro le tasche.
Non era stato un sogno, però come mai che non mi ricordavo niente del ritorno dal deposito di macchine?
Mi venne in mente di riguardare le riprese: vidi lo yety che mi si avvicinava ed io che indietreggiavo bianco persino più del suo pelo, mi vidi pure svenire e lo yety che mi mise un regalino in tasca; intuii perché avevo quei peli in tasca ma non era tutto: mi portò in direzione della mia casa; controllai altri filmati fino a quando vidi che mi portava davanti al negozio di musica accanto a casa mia dove mi appoggiò sotto l'albero.
Ad un punto mi ricordai del pensierino, era una lettera, la lessi e c'era scritto: "Ciao, se ti senti solo puoi venire all'albero, bussare per 3 volte consecutive, aspettare 5 secondi e bussare 5 volte consecutive dicendo contemporaneamente a bassa voce "Apri", ti aspetto, al più presto.

Io incuriosito feci quello che c' era scritto, e... l' albero si aprì, venni trascinato dentro, mi ritrovai sotto sopra e vidi lo yeti che mi aspettava, era alto circa quattro metri, una cosa impressionante, lo salutai e lui mi ruggì contro, urlò: "Jimmy abbiamo visite", arrivò lui, alto due metri, lo seguì il resto della famiglia: mamma, sorella..., se non ero ancora scappato allora era il momento giusto...

per affrontare lo yeti: ero terrorizzato e per quanto lo ero lanciai un urlo micidiale che si sentì addirittura dall'altro versante perchè senno come mai mi son venute a salvare alcune persone se c'eravamo solo noi da quelle parti? Dopo il salvataggio e scampato il pericolo giungemmo a un locale dove c'erano dei tipi un po' strani e...



Ultima modifica di artemisiabalco il Dom Mar 24, 2013 2:17 pm, modificato 1 volta

27 Re: I racconti del Filo Rosso il Sab Mar 23, 2013 9:18 pm

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Una distesa immensa, pareva un mare ondeggiante, riempiva lo sguardo.
Gli alberi erano avvolti da mille candide trine; si muovevano al vento come lievi ali di farfalla e una luce accecante filtrava tra i rami scheletrici: dietro il cielo terso, blu come gli abissi profondi.
La nevicata della notte prima aveva trasformato il paesaggio. Ora sembrava veramente fatato. I colori erano solo il bianco e il blu e il sole faceva brillare tutto.
Quel paesaggio aveva un aria magica. Era molto che non nevicava, quindi uscii per esplorare.
Quando poggiai un piede sul suolo sprofondai, creai una sorta di alfabeto morse con le mie impronte. Arrivai davanti all'albero più alto di tutti lo guardai e mi arrampicai fino al quinto ramo.
Poi ebbi paura perché ero troppo in alto allora saltai come una scimmia sul quarto ramo, poi al terzo e così via fin quando non arrivai all'ultimo. Scesi e cercai un riparo.
Sotto l'albero si stava proprio bene, ma all'improvviso mi accorsi che davanti a me c'era qualcosa che si muoveva tra la neve alta. Si sentiva anche canticchiare. Non vedevo bene, perchè ero ancora sotto i rami dell'albero e allora decisi di uscire e scoprire cosa fosse. Trovai alcune orme.

Mi immaginavo un mostro delle nevi ma era solo un simpatico folletto che mi chiese chi ero.

Io gli risposi dicendogli che ero un bambino molto intelligente e che non gli avrei fatto del male,lui si rallegrò presentandosi,"Sono un folletto di razza Branducabuck,molto socievole e molto simpatico anche se qualche volta,con quelli che mi fanno del male posso essere molto cattivo."

Dopo la conversazione iniziammo a giocare insieme ad acchiapparella quando sentimmo un botto...un altro...un altro,ci scattò una paura cane,scappammo quando ad un certo punto scoprimmo cos'erano quei botti,erano i passi di uno Yeti,scappammo più velocemente fino al punto in cui ci trovammo faccia a faccia con una Ferrari da corsa.

Salimmo sull'auto e scappammo fino ad arrivare ad una minuscola grotta dove lui non poteva entrare e noi uscire finchè non trovammo un passaggio segreto che portava all'altra metà del mondo dove era caldissimo,visto che eravamo in una spiaggia prendemmo due sdraio e ci rilassammo molto.
Lo yeti trovò un passaggio per entrare e una volta dentro vide il nostro passaggio segreto.
Non appena ci vide prendere il sole si mise a correre verso di noi,lo vedemmo e ci mettemmo a correre anche noi(lo yeti avrebbe dovuto prendere il sole,era bianco come un lenzuolo).
Entrammo in un bar e ci nacondemmo,io e il mio amico folletto avevamo tanta paura.Lo Yeti ci vide entrare ed entrò anche lui,ma appena il commesso del bar lo vide.... cercò di cacciarlo ma lo Yeti lo picchiò, così tanto da fargli abbandonare il bar e lasciarci da soli in sua compagnia.
Lo Yety iniziò a tirare tavoli e sedie; fino a quando ci trovò e senza perdere tempo noi scappammo fuori dal bar e ci dirigemmo verso il noleggio delle barche dove prendemmo un motoscafo e navigammo verso il largo senza pensare a ciò che ci sarebbe successo.
Il che fu un errore perchè poco dopo la partenza scoppiò una tempesta che trasformò quel lago di montagna calmo e azzurro in un lago minaccioso e pericoloso. Il cielo era diventato grigio, soffiava il vento, le onde erano alte e la piccola barca andava al largo. Non si riusciva più a remare e l'acqua ci bagnava, sentivamo freddo. Ci sentimmo perduti ma..."wow!!!"

"Menomale era solo un sogno...mi ero addormentato sotto l'albero...".

"Herry!!"...urlò la madre..."si mamma arrivo"...ecco, ero ormai entrato in casa, mia madre aveva preparato la cioccolata calda.

Il mio sogno fu strano: passai da mare a lago...e poi corro e trovo davanti a me una ferrari...uno Yeti che mi insegue...si...piuttosto strano.

A quel punto, però, mi accorsi che ero pieno di peli dentro le tasche.
Non era stato un sogno, però come mai che non mi ricordavo niente del ritorno dal deposito di macchine?
Mi venne in mente di riguardare le riprese: vidi lo yety che mi si avvicinava ed io che indietreggiavo bianco persino più del suo pelo, mi vidi pure svenire e lo yety che mi mise un regalino in tasca; intuii perché avevo quei peli in tasca ma non era tutto: mi portò in direzione della mia casa; controllai altri filmati fino a quando vidi che mi portava davanti al negozio di musica accanto a casa mia dove mi appoggiò sotto l'albero.
Ad un punto mi ricordai del pensierino, era una lettera, la lessi e c'era scritto: "Ciao, se ti senti solo puoi venire all'albero, bussare per 3 volte consecutive, aspettare 5 secondi e bussare 5 volte consecutive dicendo contemporaneamente a bassa voce "Apri", ti aspetto, al più presto.

Io incuriosito feci quello che c' era scritto, e... l' albero si aprì, venni trascinato dentro, mi ritrovai sotto sopra e vidi lo yeti che mi aspettava, era alto circa quattro metri, una cosa impressionante, lo salutai e lui mi ruggì contro, urlò: "Jimmy abbiamo visite", arrivò lui, alto due metri, lo seguì il resto della famiglia: mamma, sorella..., se non ero ancora scappato allora era il momento giusto...

per affrontare lo yeti: ero terrorizzato e per quanto lo ero lanciai un urlo micidiale che si sentì addirittura dall'altro versante perchè senno come mai mi son venute a salvare alcune persone se c'eravamo solo noi da quelle parti? Dopo il salvataggio e scampato il pericolo giungemmo a un locale dove c'erano dei tipi un po' strani.Un signore con la barba folta che pareva il barista tirò fuori dalla tasca una bomboletta che lanciò a terra,esplose e da essa si espanse uno strano fumo bluastro che riempì tutto il locale.
Nel frattempo lo "strano" barista ci aveva guidato in uno sgabuzzino e ci disse che eravamo in salvo!!!Ma non era così perché, lo yeti sfondò la porta e facendo un verso mostruoso prese una sgabellino di legno e lo spezzò in due...

28 Re: I racconti del Filo Rosso il Lun Mar 25, 2013 10:18 am

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E inizio' a gridare:" fame".
Il ragazzo scappo' in una caverna dove c' e'rano altri yeti.
Il ragazzo scopri' che quegli yeti erano figli dello yeti che lo inseguiva.
Ormai per il ragazzo e'ra la fine finche' non sbuco' fuori la mogle dello yeti che salvo' il ragazzo.

29 Re: I racconti del Filo Rosso il Mar Mag 28, 2013 12:53 pm

Ospite


Ospite
E inizio' a gridare:" fame".
Il ragazzo scappo' in una caverna dove c' e'rano altri yeti.
Il ragazzo scopri' che quegli yeti erano figli dello yeti che lo inseguiva.
Ormai per il ragazzo e'ra la fine finche' non sbuco' fuori la mogle dello yeti che salvo' il ragazzo.
Lo portò in un'altra caverna dove, facendoglielo capire a gesti, gli "disse" che suo marito era così affamato perchè era da più di cinque mesi che non mettevano qualcosa sotto i denti ed era un miracolo che non si fossero mangiati a vicenda; Herry era spaventato ma lei lo tranquillizzò dicendogli che lei, di nascosto, aveva mangiato delle radici e che, quindi, non lo avrebbe mangiato.

30 Re: I racconti del Filo Rosso il Mar Mag 28, 2013 12:59 pm

Ospite


Ospite
E inizio' a gridare:" fame".
Il ragazzo scappo' in una caverna dove c' e'rano altri yeti.
Il ragazzo scopri' che quegli yeti erano figli dello yeti che lo inseguiva.
Ormai per il ragazzo e'ra la fine finche' non sbuco' fuori la mogle dello yeti che salvo' il ragazzo.
Lo portò in un'altra caverna dove, facendoglielo capire a gesti, gli "disse" che suo marito era così affamato perchè era da più di cinque mesi che non mettevano qualcosa sotto i denti ed era un miracolo che non si fossero mangiati a vicenda; Herry era spaventato ma lei lo tranquillizzò dicendogli che lei, di nascosto, aveva mangiato delle radici e che, quindi, non lo avrebbe mangiato.
Gli disse anche che avrebbe cercato di portare suo marito e la famiglia lontano da quel posto o di calmarli. Herry allora si offrì di dargli, quotidianamente, della carne e altro cibo a loro scelta. La moglie yeti lo ringraziò e lo fece uscire da un passaggio segreto.

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