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La Maremma

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1 La Maremma il Gio Feb 14, 2013 4:06 pm

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2 Re: La Maremma il Gio Feb 14, 2013 4:14 pm

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Nel mese di giugno del 1824 tornado da una delle gite in Maremma, Ferdinando III sentì i sintomi di una febbre che da quel momento gli insidiò tenacemente la vita.
Fù prorio lui a farla bonificare.

3 Re: La Maremma il Gio Feb 14, 2013 7:21 pm

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: è una vasta regione geografica compresa tra la Toscana e il Lazio, che si affaccia sul Mar Tirreno.

Secondo alcuni il nome deriva dal latino maritima, per altri dal castigliano marismas che significa "palude" .



L’area, che è stata abitata nella preistoria, in epoca etrusca e romana, fu abbandonata nell’altro medio evo.

La zona era molto difficile da abitare perché paludosa e infestata dalla malaria.

Le tristi condizioni sono riassunte in un canzone popolare, che si chiama Maremma amara.

Nella prima metà dell’ottocento la maremma fu bonificata ed oggi è un posto bello da visitare perché interessante dal punto di vista naturalistico e archeologico

4 Re: La Maremma il Dom Feb 17, 2013 1:28 pm

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La Maremma


La Maremma, è una vasta regione geografica compresa in Toscana e Lazio che siaffaccia sul Mar Tirreno.


Erroneamente, spesso viene considerata Maremma soltanto quella grossetana, a causa della maggiore
notorietà.



Il toponimo deriva, per alcuni studiosi, dal latino Maritima, per altri dal castigliano Marismas che significa "palude" (non a caso, nei pressi di Castiglione della Pescaia è situata un'importante riserva naturale paludosa chiamata Diaccia Botrona).


Dante ne individuava i confini tra Cecina (Livorno) e Tarquinia (Viterbo),già conosciuta come Corneto:


« Non han sì aspri sterpi né sì folti
quelle fiere selvagge che 'n odio hanno
tra Cecina e Corneto i luoghi Cólti. »



Prima degli innumerevoli insediamenti medioevali, la Maremma ha conosciuto presenze preistoriche,etrusche e romane che hanno lasciato importanti testimonianze storico-artistiche sparse nell'intero territorio.


In Toscana la Maremma si estende su circa 5.000 km² di terre, pari a circa 1/4 dell'intera regione, iniziando a sud di Rosignano Marittimo per proseguire, oltre il confine regionale, nel Lazio fino oltre Civitavecchia. Abbandonata in epoca alto-medievale, dal XVIII secolo fu oggetto
di vari tentativi di bonifica e di ripopolamento. Si dovette combattere contro vaste paludi ed acquitrini costieri, fiumi privi di argini che allagavano le terre fittamente coperte da boscaglie e macchia mediterranea, ove su tutto
dominava il grande nemico che fu la
malariache mieté numerose vittime tra cui lo stesso granduca Ferdinando III di Lorena. Al suo spopolamento si aggiungeva
la poca fertilità della terra che permetteva solo una irrisoria produzione di
grano e la pastorizia e, come se non bastasse, nei primi decenni del Settecento
la regione fu periodicamente invasa dalle cavallette. I cronisti del tempo
ricordano che verso le ore 18 del
23 giugno1711 apparve dalla parte del mare una nube immensa di locuste che oscurò il
sole e ricoprì rapidamente tutta la campagna circostante di
Piombino. Negli anni successivi le invasioni di cavallette si estesero anche alle
campagne di
Massa Marittima,Gavorrano,Sassetta, Castagneto Carducci, distruggendo oltre 70 miglia di terre coltivate. Tali invasioni
continuarono periodicamente fino al
1786. Alle difficoltà naturali vi erano
anche quelle giuridiche che ne ostacolarono lo sviluppo. Sui terreni di pascolo
vi erano le "Bandite per usi" (pascolo gratuito per i residenti) e
"bandite per fida" (con affitto dei pascoli per la comunità). I
restanti pascoli erano di proprietà granducale (Dogana di pascolo) che potevano
essere affittati a privati o dati "per fida" a forestieri. Poiché
tutte le pasture maremmane erano di competenza della Dogana di
Siena, era fatto divieto di recintarle
anche se possedute da privati. Questo permetteva agli animali in libertà ed
incustoditi di essere decimati dalle piene dei fiumi (quella dell'
Ombronedel 1749 ne affogò oltre 8.000) o
dalle epidemie. Sotto la
Reggenza toscanasi iniziò così a redigere un programma di risanamento del territorio e riorganizzazione delle proprietà dominate dal latifondo.


La Maremma toscana fu tradizionalmente distinta in Maremma Pisana(o Volterrana) e in Maremma Senese (poi
Grossetana).





  • Maremma Pisana: si estendeva da Castiglioncello a sud di Livornofino a Piombino,
    interessando la linea costiera per circa 35 km con una fascia interna di
    5–7 km, per un'area di circa 340 km². Solo la zona collinare era abitata
    con tutte le conseguenti confusioni giuridiche di amministrazione e
    proprietà (feudi, proprietà ecclesiastiche, comunità). Con i
    Lorena si attua un programma di bonifica, di rete
    stradale, di frazionamento dei latifondi e appoderamenti, di coltivazioni
    e sviluppo demografico. La prima azione politica del governo in tal senso
    fu la legge sulla liberalizzazione del traffico delle granaglie maremmane.
    Molti privati colonizzarono le terre:
    Carlo Ginori nei suoi feudi di Cecina e Riparbella, sotto la direzione dell'architetto pistoiese Romualdo Cilli iniziò la bonifica delle
    paludi costiere a nord di Cecina e di
    Bibbona (Cinquantina, Saline, Staio). Cercò di creare a
    Cecina un borgo di pescatori, edificando un vasto palazzo alla foce del
    fiume con numerose abitazioni e laboratori per la lavorazione del corallo.
    L'esperimento fallì per gli ostacoli che la Reggenza fiorentina gli pose e
    nel
    1755fu praticamente abbandonato
    tutto il programma. Le bonifiche saranno riprese e terminate solo a
    partire dal
    1833quando il granduca Leopoldo II di
    Toscana
    le allivellazioni di quelle terre.
  • Maremma Senese: su questa porzione di terre la
    lotta fu più lunga ed estenuante per i numerosi acquitrini e la malaria
    che mieteva le vite dei lavoranti. La popolazione residente che, intorno al
    1727-1737, non doveva superare i 19.000
    abitanti abitava in piccoli borghi collinari privi di comodità ed igiene.
    La zona acquitrinosa e malarica ricopriva circa km² 715, cioè oltre tre
    volte la superficie dell'
    isola d'Elba. Vari tentativi di risanamento saranno fatti con
    il granduca
    Pietro Leopoldo avvalendosi di valenti
    ingegneri come il gesuita
    Leonardo Ximenes. Ma il
    definitivo risanamento si protrasse oltre l'Unità d'Italia fino agli
    anni ventidel XX secolo.

5 Re: La Maremma il Dom Feb 17, 2013 5:57 pm

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Maremma Tosco-Laziale
La Maremma è una vasta regione geografica compresa tra la Toscana e il Lazio che si affaccia sul Mar Tirreno.
Erroneamente, spesso viene considerata Maremma soltanto quella grossetana, a causa della maggiore notorietà.



Clima


Il clima della Maremma presenta caratteristiche mediterranee lungo la costa, mentre assume caratteri più continentali via via che si procede verso l'interno.

Le distanti montagne della Corsica ad ovest e i più vicini rilievi dell'Isola d'Elba tendono a deviare o ad attenuare le perturbazioni atlantiche: le precipitazioni risultano piuttosto scarse e raramente di lunga durata lungo la costa grossetana e viterbese, toccando i minimi assoluti attorno ai 500 mm annui presso i Monti dell'Uccellina e l'Argentario, mentre nell'interno e lungo la costa livornese i valori sono generalmente compresi tra i 600 e i 700 mm annui, aumentando ancora sui rilievi collinari e montuosi esposti ai venti atlantici. La maggiore piovosità è attestata in autunno, mentre le altre stagioni presentano un regime pluviometrico piuttosto irregolare. Lungo la fascia costiera della Maremma centro-meridionale, l'eliofania(soleggiamento) raggiunge valori medi annui elevati: oltre 7 ore di sole al giorno, col minimo in dicembre attorno alle 4 ore giornaliere ed i massimi in giugno e luglio con valori di oltre 11 ore di sole al giorno.

Le temperature medie annue si aggirano attorno ai 16 °C lungo la costa e tendono a diminuire man mano che si procede verso l'interno. Sulla fascia costiera sono rare le temperature invernali sotto zero e le temperature estive oltre i 33 °C; nelle vallate interne invece le minime dei mesi più freddi possono essere rigide, mentre le massime estive possono anche raggiungere i 40°c

6 Re: La Maremma il Mar Feb 19, 2013 6:58 pm

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Al suo spopolamento si aggiungeva la poca fertilità della terra che permetteva solo una irrisoria produzione di grano e la pastorizia e, come se non bastasse, nei primi decenni del Settecento la regione fu periodicamente invasa dalle cavallette. I cronisti del tempo ricordano che verso le ore 18 del 23 giugno 1711 apparve dalla parte del mare una nube immensa di locuste che oscurò il sole e ricoprì rapidamente tutta la campagna circostante di Piombino. Negli anni successivi le invasioni di cavallette si estesero anche alle campagne di Massa Marittima, Gavorrano, Sassetta, Castagneto Carducci, distruggendo oltre 70 miglia di terre coltivate. Tali invasioni continuarono periodicamente fino al 1786. Alle difficoltà naturali vi erano anche quelle giuridiche che ne ostacolarono lo sviluppo. Sui terreni di pascolo vi erano le "Bandite per usi" (pascolo gratuito per i residenti) e "bandite per fida" (con affitto dei pascoli per la comunità). I restanti pascoli erano di proprietà granducale (Dogana di pascolo) che potevano essere affittati a privati o dati "per fida" a forestieri. Poiché tutte le pasture maremmane erano di competenza della Dogana di Siena, era fatto divieto di recintarle anche se possedute da privati. Questo permetteva agli animali in libertà ed incustoditi di essere decimati dalle piene dei fiumi (quella dell'Ombrone del 1749 ne affogò oltre 8.000) o dalle epidemie. Sotto la Reggenza toscana si iniziò così a redigere un programma di risanamento del territorio e riorganizzazione delle proprietà dominate dal latifondo.

7 Re: La Maremma il Mar Feb 19, 2013 7:02 pm

artemisiabalco

avatar
Ragazzi, mi sembra un po' tutto troppo copiato e incollato.

Un rissuntino a parole (e pensieri) vostre, no?


_________________

8 Re: La Maremma il Mar Feb 19, 2013 8:51 pm

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Io ce l'ho in open office e lo devo mettere; ora lo metto.

9 Re: La Maremma il Mar Feb 19, 2013 9:30 pm

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La maremma




La maremma è un'ampia zona
compresa in Toscana e Lazio che si affaccia sul Mar Tirreno.

In antichità la maremma era
una zona molto malfamata, piena di malattie (per es. la malaria che
viene dalle zanzare), di malfattori; insomma era una zona pericolosa.

Adesso la maremma è una
vasta zona di campi verdi; ma è così solo grazie alla bonifica del
Granduca di Toscana.




Storia della bonifica (in
sintesi):




Nel mese di giugno del 1824
tornado da una delle gite in Maremma, Ferdinando III (il Granduca di
Toscana) sentì i sintomi di una febbre che da quel momento gli
insidiò tenacemente la vita.
Fu proprio lui a far bonificare la
zona.




Ci scrivettero pure una
canzone:





Tutti mi
dicon Maremma, Maremma...

Ma a me
mi pare una Maremma amara
L'uccello che ci va perde la penna
Io
c'ho perduto una persona cara.
Sia maledetta Maremma Maremma
sia
maledetta Maremma e chi l'ama.
Sempre mi piange il cor quando ci
vai
Perché ho timore che non torni mai

Il clima:

Il clima della Maremma presenta caratteristiche
mediterranee lungo la
cost
a, mentre assume caratteri più
continentali via via che si procede verso l'interno

Il clima della
Maremma presenta caratteristiche
lungo la cos
ta, mentre assume
caratteri più continentali
via via che si procede verso l'interno.

Le distanti montagne della Corsica
ad ovest e i più vicini rilievi dell'Isola
d'Elba tendono a deviare o ad attenuare le perturbazioni
atlantiche: le
precipitazioni risultano
piuttosto scarse e raramente di lunga durata lungo la costa
grossetana e viterbese, toccando i minimi assoluti attorno ai 500 mm
annui presso i Monti
dell'Uccellina e l'Argentario,
mentre nell'interno e lungo la costa livornese i valori sono
generalmente compresi tra i 600 e i 700 mm annui, aumentando ancora
sui rilievi collinari e montuosi esposti ai venti atlantici. La
maggiore piovosità è
attestata in autunno, mentre le
altre stagioni presentano un regime pluviometrico piuttosto
irregolare. Lungo la fascia costiera della Maremma
centro-meridionale, l'eliofania(soleggiamento) raggiunge valori medi annui elevati: oltre 7 ore di
sole al giorno, col minimo in dicembre attorno alle 4 ore giornaliere
ed i massimi in giugno e luglio con valori di oltre 11 ore di sole al
giorno.

Le temperature
medie annue si aggirano attorno ai 16 °C lungo la costa e tendono a
diminuire man mano che si procede verso l'interno. Sulla fascia
costiera sono rare le temperature invernali sotto zero e le
temperature estive oltre i 33 °C; nelle vallate interne invece le
minime dei mesi più freddi possono essere rigide, mentre le massime
estive possono anche raggiungere i 40 °C.





Tradizioni:

Una delle cose fondamentali di questa terra
sono le sue tradizioni, legate agli avvenimenti trascorsi nel tempo.
"Argia", personaggio evocante donna anni 30 della maremma
amara, povera e condottiera di forte supporto all'uomo contadino.
Merita anche lei una citazione, in quanto portatrice del vernacolo
maremmano nel mondo.





Fine.





Enrico Atzeni

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