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Giuseppe Verdi - Arie e cori celebri

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1 Giuseppe Verdi - Arie e cori celebri il Sab Mar 02, 2013 4:49 pm

artemisiabalco

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Ecco il celebre coro del Nabucco, "Va Pensiero" in una esecuzione eccezionale diretta dal Maestro Riccardo Muti al Teatro dell'Opera di Roma.

E' il canto malinconico degli Ebrei prigionieri in Babilonia; è il canto di un popolo lontano dalla Patria di cui ricorda e rimpiange i paesaggi e la storia.

Divenne metafora delle condizioni dell'Italia, a quell'epoca (1842) in gran parte sottomessa al dominio austriaco.


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2 Re: Giuseppe Verdi - Arie e cori celebri il Sab Mar 02, 2013 5:13 pm

artemisiabalco

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Violetta, protagonista dell'opera "La Traviata", brinda con i suoi amici durante una festa.

L'aria di intitola "Libiam nei lieti calici"


Libare = fare un brindisi





Locandina della prima rappresentazione


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3 Re: Giuseppe Verdi - Arie e cori celebri il Sab Mar 02, 2013 5:48 pm

artemisiabalco

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Ambientata in Egitto, l'opera "Aida" è la storia della figlia del Re di Etiopia, prigioniera e schiava in Egitto, che si innamora del guerriero egiziano Radames.
Suo padre prepara la guerra per liberarla e la giovane fanciulla è combattuta tra l'amore per il guerriero nemico e quello per suo padre e il suo popolo.

Purtroppo la battaglia è persa dagli etiopi e l`esercito egiziano sfila trionfalmente davanti al re al suono della "Marcia Trionfale"



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4 Re: Giuseppe Verdi - Arie e cori celebri il Ven Mar 08, 2013 7:05 pm

Ospite


Ospite
Giuseppe Verdi nacque nelle campagne della bassa parmense, a Le Roncole, frazione di Busseto, il 10 ottobre 1813 da Carlo, oste e rivenditore di generi alimentari, e Luigia Uttini, filatrice. Carlo proveniva da una famiglia di agricoltori piacentini (stesse origini della moglie) e, dopo aver messo da parte un po' di denaro, aveva aperto una modesta osteria nella casa delle Roncole, la cui conduzione alternava al lavoro dei campi. Il registro dei battesimi, all'11 ottobre di quell'anno, lo indica come "nato ieri". Il giorno successivo Giuseppe venne battezzato nella chiesa locale di San Giovanni Battista e gli vennero apposti i nomi di Giuseppe Francesco Fortunino. Il terzo giorno della sua nascita il padre di Verdi raggiunse Busseto per notificare la nascita alle autorità locali e venne indicato nel registro comunale coi nomi di Joseph Fortunin François. L'atto di nascita fu redatto in francese, appartenendo in quegli anni Busseto e il suo territorio all'Impero francese creato da Napoleone.
Pur essendo un giovane di umile condizione sociale, riuscì tuttavia a seguire la propria vocazione di compositore grazie alla buona volontà e al desiderio di apprendere dimostrato. L'organista della chiesa delle Roncole, Pietro Baistrocchi, lo prese a benvolere e gratuitamente lo indirizzò verso lo studio della musica e alla pratica dell'organo. Più tardi, Antonio Barezzi, un negoziante amante della musica e direttore della locale società filarmonica, convinto che la fiducia nel giovane non fosse mal riposta, divenne suo mecenate e protettore aiutandolo a proseguire gli studi intrapresi.
La prima formazione del futuro compositore avvenne tuttavia sia frequentando la ricca biblioteca della Scuola dei Gesuiti a Busseto, ancora esistente, sia prendendo lezioni da Ferdinando Provesi, maestro dei locali filarmonici, che gli insegnò i principi della composizione musicale e della pratica strumentale. Verdi aveva solo quindici anni quando, nel 1828, una sua sinfonia d'apertura venne eseguita, in luogo di quella di Rossini, nel corso di una rappresentazione di Il barbiere di Siviglia al teatro di Busseto. Nel 1832 si stabilì a Milano, grazie all'aiuto economico di Antonio Barezzi e a una "pensione" elargitagli dal Monte di Pietà di Busseto. A Milano tentò inutilmente di essere ammesso presso il locale prestigioso Conservatorio e fu per diversi anni allievo di Vincenzo Lavigna, maestro concertatore alla Scala. Nel 1836 sposò Margherita Barezzi, ventiduenne figlia del suo benefattore, con la quale due anni più tardi andò a vivere a Milano in una modesta abitazione a Porta Ticinese. Nel 1839 riuscì finalmente, dopo quattro anni di lavoro, a far rappresentare la sua prima opera alla Scala: era l'Oberto, Conte di San Bonifacio, su libretto originale di Antonio Piazza, largamente rivisto e riadattato da Temistocle Solera. L'Oberto era un lavoro di stampo donizettiano, ma alcune sue peculiarità drammatiche piacquero al pubblico tanto che l'opera ebbe un buon successo e quattordici repliche.
FINE Smile Smile Smile

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